
Una fonte interna all’azienda di Mountain View ha rivelato al Financial Times la decisione di Big G di abbandonare Windows come sistema operativo nei pc dei propri uffici, migrando verso Mac o Linux.
La decisione è maturata dopo gli attacchi informatici subiti dalla Cina alla fine del 2009, la causa dei quali è stata individuata nella vulnerabilità dei sistemi operativi Windows. Evidentemente l’azienda ritiene che l’architettura Unix dei computer Mac sia meno penetrabile di quella del prodotto Microsoft.
Per i dipendenti dell’azienda che desiderino continuare ad utilizzare Windows sarà necessaria una speciale autorizzazione concessa da un dirigente dietro motivata richiesta. La fonte del Financial Times ha però dichiarato che la decisione ha trovato d’accordo la gran parte dei dipendenti, e che il numero degli scontenti sarebbe stato maggiore se l’operazione di “esilio” avesse coinvolto MacOs.
Se da un lato è vero che la diffusione capillare del sistema operativo Microsoft ha reso Windows anche il più conosciuto e bersagliato obiettivo di hacker e programmatori di virus, è anche vero che questa mossa di Big G, a ben guardare, è anche sintomatica di una rivalità in crescendo tra i due colossi dell’informatica e di una volontà dell’azienda di Mountain View emanciparsi sempre più da strutture tecnologiche esterne. Il traguardo, in un prossimo futuro, potrebbe essere la gestione dell’intero parco macchine interno attraverso Chrome Os, il sistema operativo targato Google in via di messa a punto.
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